FOCACCINE DI ZUCCA AROMATIZZATE AL TIMO CON MIELE E SALE ROSA PER #SEGUILESTAGIONI NOVEMBRE


Novembre è senza dubbio uno dei miei mesi preferiti.
Quest'anno ancora di più, dopo un ottobre travagliato girare la pagina del calendario è stato un sollievo.
Così accolgo questo mese pieno del fascino che solo l'autunno inoltrato sa regalare.
Di novembre amo le giornate di pioggia, le tazze di tè caldo da sorseggiare seduta alla scrivania, le candele sempre accese per avere sempre luce intorno a me.
Di novembre amo le vellutate calde e profumate, il vino novello e le castagne.
E, soprattutto, le zucche.
Amo questo ortaggio in tutte le sue forme e in tutti i suoi usi.
In cucina è assolutamente versatile, perfetto nei dolci e nelle preparazioni salate.
Dubito esista un altro ortaggio così eclettico.
Ed è proprio per celebrare gli infiniti usi della zucca che con il gruppo di Seguilestagioni abbiamo deciso di dedicare i nostri post alla zucca.
Questo mese zucca in tutte le sue infinite sfaccettature.
Zucca dolce, salata e anche "gelata".
Abbiamo dato sfogo alla fantasia e speriamo di darvi tante ispirazioni.
Io ho deciso di proporvi queste insolite focaccine, diverse da qualsiasi lievitato io abbia mai provato.
Zucca cotta al forno con miele e timo, schiacciata e ridotta in purea e unita a lievito e farina per formare dei piccoli e deliziosi bocconcini.
Secondo me sono perfetti per un aperitivo insieme ad un tagliere di salumi e formaggi.


Prima di lasciarvi alla ricetta e alla lista della spesa di novembre voglio aprire una piccola parentesi.
Due anni fa, proprio in questi giorni, una carissima amica affrontava una tempesta che l'avrebbe portata verso la sua "nuova vecchia vita". Come il più forte dei guerrieri ha combattuto e ha vinto e ora è più bella e forte che mai.
E' buffo come, nel momento di scattare queste foto, la mia mano sia corsa a quel cuore di filo di ferro e carta di libro che lei mi ha regalato tre anni fa.
E' buffo come quel cuore di filo di ferro sia diventato la cornice perfetta per delle piccole focaccine di zucca, un po' dolci e un po' salate, proprio come la vita.
Eugenia sei una forza ♥

(cuore realizzato da Eugenia My New Old Life)


INGREDIENTI
300 grammi di farina manitoba
250 grammi di zucca già pulita
2 cucchiaini di miele
mezza bustina di lievito di birra disidratato
qualche rametto di timo fresco
peperoncino secco
olio extravergine
sale
sale rosa

Accendere il forno a 180 gradi.
Disporre in una teglia ricoperta di carta da forno la zucca in un unico strato e condirla con sale, peperoncino, un filo d'olio, qualche rametto di timo e un cucchiaino di miele.
Cuocere in forno fino a che risulta morbida.
Eliminare i rametti di timo e schiacciare la zucca con una forchetta.
In una ciotola impastare la farina con il lievito di birra, il miele rimasto, un cucchiaino di sale, due cucchiai d'olio e la polpa della zucca. Unire a filo dell'acqua a temperatura ambiente fino ad ottenere un composto lavorabile. Lavorare brevemente con le mani unte d'olio (è un composto un po' appiccicoso ma è meglio non aggiungere farina altrimenti le focaccine saranno meno morbide).
Coprire e lasciare lievitare per un paio d'ore.
Riprendere l'impasto, stenderlo con le mani sul piano di lavoro leggermente infarinato ad uno spessore di circa un centimetro e tagliare le focaccine con un coppapasta.
Disporle sulla teglia ricoperta di carta da forno e lasciarle lievitare per un'altra mezz'ora.
Spennellarle con olio e spolverizzarle con sale rosa.
Cuocere in forno già caldo a 190 gradi fino a doratura, circa 18 minuti.





Vi lascio la lista della spesa di Novembre:


Partecipano con me a questo #seguilestagioninovembre completamente dedicato alla zucca:

♥ PENSIERI E PASTICCI - Simona
♥ LISMARYS' COTTAGE - Lisa
♥ COCCOLATIME - Enrica
♥ COSCINA DI POLLO - Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC - Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO - Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE - Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ I BISCOTTI DELLA ZIA - Consu



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MINIGUIDA PER SOPRAVVIVERE AL LUNEDI' (E COCCOLARCI UN PO')



Alzi la mano chi non detesta il lunedì.
Giusto giusto chi lavora in un negozio o ha per caso il lunedì come giorno di riposo.
Un piccolissimo gruppo di fortunati che però, magari, detesterà il martedì...
Invece per me e per la maggior parte della popolazione mondiale fra i 3 e i 70 anni il lunedì è una condanna a cui non si può sfuggire.
Se dovessi visualizzare nella mia testa il lunedì, l'immagine che comparirebbe sarebbe di pioggia scrosciante, cielo grigio cupo ed io (rigorosamente senza ombrello) che aspetto un autobus che non arriva, tremante e infreddolita.
Veramente non so perchè visualizzo questa immagine, visto che da anni lavoro da casa e non devo prendere nessun autobus ma è così. Forse un retaggio dei tempi che furono, chissà.
Ovviamente il lavorare da casa non mi risparmia l'agonia... anzi.

E, siccome arrivo da una manciata di giorni veramente micidiali e ho un forte desiderio di serenità, organizzazione e pulizia, ho pensato di regalarci una (mini)guida (semi)seria per sopravvivere al lunedì.
Dunque... prima di tutto sappiate che, per rendere il lunedì meno doloroso, è necessario partire da molto prima, addirittura dal venerdì. Perchè è solo svolgendo quante più possibili incombenze nel fine settimana che si può sopravvivere alla "prova" (così chiameremo il lunedì da questo momento in poi).
Quindi durante il fine settimana occorre organizzare il più accuratamente possibile il lunedì mattina:

- preparate i vestiti che indosserete e quelli dei vostri figli se avete bambini piccoli (e fate in modo che li preparino anche i vostri figli adolescenti che potrebbero avere una crisi di nervi se non troveranno la loro felpa preferita o quella maglietta "che quando la indosso mi va sempre bene l'interrogazione di matematica")

- se possibile pianificate i pasti del lunedì durante il fine settimana, cucinateli e metteteli in frigorifero. Una vellutata morbida, solo da scaldare, sarà un enorme conforto di lunedì sera!



- consultate le previsioni del tempo e, se è prevista pioggia, preparate a portata di mano ombrelli, impermeabili e stivali da pioggia (perchè non c'è nulla di più terrificante di cercare gli ombrelli dispersi per casa alle sette del lunedì mattina)

- se, come me, preparate un dolce la domenica fatene un po' di più (o magari uno in più) per coccolarvi con qualcosa di buono a colazione. E, la domenica sera, preparate già la tavola per la colazione, le tazze e l'occorrente per preparare il cappuccino o il tè che preferite



- fondamentale per la sopravvivenza al lunedì (ma anche agli altri giorni della settimana e alla vita in generale) è l'uso di un'agenda: pianificate, scrivete tutto... tutto! Io sono una grafomane compulsiva, una maniaca delle liste e dell'agenda ma posso assicurarvi che più di una volta questa mia mania mi ha salvato la vita. Magari un giorno e in un altro post vi racconto del mio rapporto di grande amore con l'agenda e con le liste...

- evitate, nei limiti del possibile, di fissare degli impegni per il lunedì: la riunione di lavoro (perchè? perchè???) , l'appuntamento con il ginecologo (davvero vietato di lunedì), la vaccinazione del cane (provate solo a immaginare il veterinario con la siringa in mano e il vostro cane di 40 chili che cercherà in tutti i modi di saltarvi in braccio...), il certificato medico dal pediatra (esiste una qualche legge dell'universo che fa in modo che ogni lunedì l'ambulatorio di ogni pediatra sia pieno di bambini piangenti e con la peggior tosse catarrosa che espettoreranno  inevitabilmente a pochi centimetri dalla vostra faccia o da quella di vostro figlio). Tutte cose da evitare come la peste (che prenderete sicuramente se non mi ascolterete e vi recherete dal pediatra di lunedì).
Avere davanti un lunedì con pochi impegni ce lo farà tollerare un po' di più.

Niente veterinario di lunedì... ma anche di martedì, mercoledi... ecc... (Cit. Mia ♥)


- fatevi un piccolo regalo ogni lunedì. Ho detto piccolo. Ovviamente quella borsa di Prada su cui sbavate da mesi o quel paio di sandali di Jimmy Choo non sono contemplati. Però magari la vostra rivista preferita appena uscita in edicola o magari iniziare quel libro nuovissimo comprato nel fine settimana, compratevi dei fiori o una piantina, oppure concedetevi una cioccolata calda con una nuvola di panna sopra (chissenefrega delle calorie, il lunedì è vietato conteggiarle). Piccole cose insomma... che fanno però stare bene


- evitate i tacchi, i vestitini aderenti e i collant che si smagliano anche solo se starnutite. Meglio vestirsi con abiti che ci facciano sentire a nostro agio, qualcosa che ci faccia sentire a posto ma che sia ragionevolmente comodo.

- concedetevi uno (ma anche due) caffè in più: la caffeina di lunedì non è mai troppa

- pensate positivo, di lunedì ma anche di martedì e in tutti i giorni della settimana. Non permettete agli eventi o alle persone negative di condizionare la vostra vita (come invece ho fatto io la settimana scorsa, un errore da cui comincio a riprendermi solo adesso...). Dobbiamo ricordarci che il solo fatto di essere in salute (noi e i nostri cari), di avere un lavoro, una casa, una famiglia... sono fortune che non sono così scontate e che purtroppo non tutti hanno. Quindi adesso facciamo un bel respiro e... buon lunedì ♥


PATATE HASSELBACK



Sono parecchi giorni che non pubblico niente,
Eppure il materiale in archivio non mi manca, non mi mancano le foto e non mi mancano le ricette.
Quello che mi manca veramente è il tempo.
Il tempo per fare le cose con relativa calma, il tempo per organizzarmi, il tempo per gestire la mia vita e buona parte di quella dei miei figli.
Per qualche strano e malefico incantesimo tutto il tempo che credevo che avrei avuto "a figli ragionevolmente grandi" in realtà non esiste.
Cioè, se siete mamme di bambini piccoli o in età scolare e correte come matte tutto il giorno in un turbine fra scuola-compiti-sport-lezionidimusica-dentista-catechismo-pediatra-riunionideigenitori, se vivete tutto questo affanno pensando che tanto alla fine non durerà per molto e che quando cresceranno un po' le cose cambieranno... bè, levatevelo dalla testa.
Perchè quando penserete che non sarà più necessario accompagnarli ovunque, quando crederete di essere uscite dalle malefiche trappole del consiglio di classe e dei gruppi delle mamme di whatsApp, quando crederete di aver superato la tempesta... vi renderete invece conto che la tempesta vi ha inesorabilmente seguito ed ha semplicemente cambiato forma.
Quattro figli di 25-23-21 e 14 anni significano telefonate da un'altra città, treni che ritardano, autobus dispersi nella Pianura Padana, partite di basket negli orari e nei luoghi più improponibili, 12 divise da lavare con le stesse cure e attenzioni che riserveresti a una camicetta di Gucci (che hai la tachicardia quando apri la lavatrice nel terrore che si sia tirato un filo o staccato un numero...). carte ricaricabili da ricaricare (che hanno sempre il credito a zero 'tacci loro), pranzi da portare in università e panini da portare al liceo (leggero, dietetico e inodore il primo e modello "scaricatore di porto con la panza" il secondo... che poi ti sbagli e dai al figlio il panino integrale con le zucchine grigliate e alla figli la ciabatta con provolone piccante e soppressa all'aglio), e poi ricordarsi che c'è chi arriva alle 13, chi alle 13,30, chi alle 14,15 (che a te McDonalds ti spiccia casa) e visite mediche da fissare e outfit per serate importanti da decidere, interrogazioni di inglese ma anche esami di diritto internazionale e bioinformatica.
E tanto, tanto altro ancora.
E se poi aggiungiamo un lavoro, una serie di collaborazioni, due cani, tempo per potersi lavare, per le minime funzioni fisiologiche e qualche ora di sonno... ecco che il blog scivola lentamente in fondo alla classifica delle priorità.
Che poi ti guardi intorno e vedi donne perfettamente truccate, pettinate, vestite e taccate alle sette del mattino e ti chiedi dove hai sbagliato tu che rischi di uscire con i pantaloni del pigiama (quelli con lo sfondo grigio e la sagoma di tanti gattini neri), le ciabatte ciancicate dal cane (che hai un labrador che ha due tritarifiuti al posto delle ganasce), i capelli legati in cima alla testa con l'elastico di Hello Kitty (che era delle ragazze quando erano piccole ed è un peccato buttarlo che è ancora buono) e gli  occhiali sul naso perchè non hai avuto tempo di metterti le lenti a contatto (la verità è che hai così tanto sonno che potresti confonderti e infilarti negli occhi il tappo del dentifricio).
E sei sollevata perchè comunque lavori da casa e in fondo l'unico che potrebbe avere un infarto vedendoti è il postino ma tanto è anziano e puoi sempre dire che era in età a rischio.
Perchè non hai tempo di sistemarti.
IO non ho tempo.

Aggiornamento:
Questo post doveva essere pubblicato ieri ma una brutta avventura e l'altrettanto brutta situazione che si è venuta a creare mi hanno tenuta lontana dal pc.
A questo proposito voglio ringraziare la mia lettrice e amica Sabrina.
Grazie Sabrina per i tuoi consigli e per l'aiuto che mi hai dato, sei un tesoro ♥
E niente... #lemielettricisonodifferenti







INGREDIENTI
4 patate di media grandezza
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
una noce di burro
timo tresco (o se preferite rosmarino)
sale
pepe


Una chicca tutta nordica, assolutamente da provare...

Preriscaldare il forno a 190 gradi.
Lavare e spazzolare bene le patate senza sbucciarle.
Inciderle a fettine sottili e regolari lasciandole attaccate alla base.
Far sciogliere il burro e unirlo all'olio.
Trasferire le patate in una teglia coperta di carta da forno e spennellarle bene con metà del composto di burro e olio
Mettere qualche rametto di timo fresco (o rosmarino se preferite) nelle fessure e condire bene con sale e pepe.
Cuocere per 30 minuti e poi spennellare le patate con il composto di burro e olio rimasto.
Infornare nuovamente e cuocere ancora per 25-30 minuti (il tempo varia in base alla grandezza delle patate).




LA TAVOLA DI OTTOBRE PER #SEGUILESTAGIONI



Compaiono sui banchi del mercato già dai primi giorni di settembre ed è veramente difficile resistere ai loro colori e alle forme accattivanti.
Sto parlando delle zucchette ornamentali, croce e delizia dell'inizio autunno.
Io giuro che per me sono una dipendenza, non posso evitare di comprarne così tante da avere alla fine la casa piena.
In cucina ma anche in sala, sul vecchio baule all'ingresso, infilate in una grossa lanterna, sopra ai libri accatastati sulla libreria... Fino a novembre sono il mio tormentone, poi per fortuna (o per disgrazia direbbe qualcuno) mi faccio prendere dalla frenesia dei decori natalizie e le zucchette vengono accantonate fino al prossimo autunno.



Oggi sono le protagoniste della mia tavola di ottobre, semplicissima e delicata, decorata solo con zucchette e candele.
Per preparare la zucchetta portacandela ho dovuto faticare un po' perchè si trattava di una zucchetta particolarmente ostinata e difficilissima da forare.
Mi sono armata di tanta pazienza e di martello e punteruolo, completando poi l'operazione con un levatorsoli da mela.
Una volta svuotata la zucchetta ho inserito una candela bianca e ho decorato con qualche fogliolina d'edera.




Per il segnaposto ho semplicemente legato una targhetta di cartoncino con dello spago a una piccola zucchetta bianca...


Qualche altra candela e piccole zucchette sparse sul tavolo lasciato senza tovaglia per poter godere delle bellissime venature del legno.
Non serve altro, solo amici, un buon bicchiere di vino e qualcosa di buono, magari una ricetta a base di zucca... come la vellutata si zucca arrostita con bacon croccante...



Questo post è il mio contributo per #seguilestagioni di ottobre.
Partecipano con me:

♥ PENSIERI E PASTICCI - Simona
♥ LISMARYS' COTTAGE - Lisa
♥ COCCOLATIME - Enrica
♥ COSCINA DI POLLO - Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC - Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO - Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE - Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE - Silvia
♥ I BISCOTTI DELLA ZIA - Consu (benvenuta Consu!)


La nostra lista della spesa:



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BRING THE HYGGE INTO YOUR LIFE


 


Se ne fa un gran discutere da parecchio tempo.
Sull’argomento sono usciti libri, articoli, post.
Ne ho parlato spesso anch'io qui sul blog...
Sto parlando di “hygge”, parola ormai inflazionatissima coniata dai nostri cugini danesi per indicare l’arte dello stare bene, di vivere la vita con semplicità e consapevolezza.
Una filosofia che avevo già fatto mia prima ancora di sapere che i danesi le avevano dato un nome.




Ormai leggiamo “hygge” ovunque e sembra che ognuno, a suo modo, lo sia comunque un po’.
Quello che è davvero certo, però, è che se esiste una stagione assolutamente hygge questa è l’autunno.

E’ il momento in cui si ha più voglia di coccole, di stare in casa per riscoprire il piacere di vivere il proprio nido ma anche (a differenza del più rigido inverno) di regalarsi passeggiate nella natura, respirando l’aria finalmente fresca e ammirando quei colori meravigliosi che solo l’autunno può regalarci.
Se vogliamo portare un po’ di hygge nelle nostre vite questo è il momento giusto.
Ed è assolutamente semplice, bastano piccole cose per sentirsi subito meglio.
E’ hygge andare a fare una passeggiata in campagna (ma anche in un parco cittadino) e raccogliere foglie, bacche, fiori, rami, piccole piume... insomma tutti quegli elementi naturali che in qualche modo ci affascinano e usarli per decorare la nostra casa, portando l’atmosfera dell’autunno fra le nostre quattro mura.






E’ hygge cuocere il pane, una terapia rasserenante per eccellenza anche grazie al meraviglioso profumo che si sparge per casa, regalando immediatamente una sensazione di felicità.
E’ hygge preparare la cioccolata calda e i biscotti e invitare le amiche per passare un pomeriggio di chiacchiere leggere che scaldano il cuore.
E’ hygge appendere in giro per casa file di lucine bianche e colorate che rendono l’atmosfera calda e festosa.



E’ hygge regalarsi per una volta un magnifico bagno caldo al posto della doccia, un bagno pieno di bollicine profumate e di candele accese che circondano la vasca e magari, per esagerare, un bicchiere di vino da sorseggiare immerse nell’acqua calda e profumata.
E’ hygge accendere tante candele, raggomitolarsi su una poltrona avvolte in unn plaid a leggere un libro che ci regala emozioni, mentre fuori scende la pioggia.
E’ hygge organizzare un picnic in una di quelle splendide giornate di sole che, seppur fredde, hanno una luce meravigliosa. Basta portare delle coperte e un cestino pieno di cose buone per sentirci in pace con il mondo.
E’ hygge guardare un film con chi amiamo, condividendo un plaid e una ciotola di popcorn.
E’ hygge preparare piatti caldi e confortanti, quelli che cuociono lentamente come zuppe e spezzatini, sapendo che poi ci gratificheranno con il loro calore e il sapore appagante.


E’ hygge preparare con cura il letto, vestendolo con biancheria di cotone profumata, cuscini e coperte morbide.
E’ hygge indossare in casa un grande maglione morbido, dei leggins comodi e quei calzettoni che sono così buffi che ci fanno sorridere.
E’ hygge incontrare un’amica per bene un caffè in quella pasticceria che ci piace tanto e mangiare quei dolcetti che sanno renderci felici e appagate, perchè la vita è bella ed è fatta soprattutto di piccoli piaceri, non dimentichiamolo mai.
Forse è proprio questo il segreto della felicità: regalarsi ogni giorno piccoli piaceri
e ricordarsi di viverli appieno.



“Le cose piccole hanno l’aria di nulla ma danno la pace.”
(Georges Bernanos

CECI CROCCANTI ALLA PAPRIKA




Succede così, devi scrivere un post di lunedì e poi finisci per scriverlo di venerdì.
Come sempre travolta dagli eventi, come sempre con troppa carne al fuoco.
Perchè apri blogger e cominci a scrivere ma c'è il lavoro (quello vero per cui mi pagano), la scuola che è appena iniziata e un figlio che comincia il liceo. Una figlia che tra due settimane partirà per un'altra città. Il telefono che suona. I cani da richiamare perchè abbaiano infastidendo i vicini. Un tramonto che devi assolutamente fotografare...

Così, come sempre, mi lascio distrarre.

Questa "non ricetta" è il risultato di un esperimento di domenica scorsa, una di quelle domeniche in cui ti senti come un gatto nella sua cesta: protetta, soddisfatta, serena.
Una domenica in casa, a piedi nudi ma con un golf leggero sulle spalle perchè finalmente l'aria è pulita e frizzantina.

Una domenica di quelle che fai una colazione lunghissima, perdendoti in chiacchiere perchè un giorno senza fretta è un regalo da sfruttare in pieno.

Una giornata di forno sempre acceso perchè non puoi non preparare lo strudel con un'aria che ha proprio l'odore dell' autunno... e le patate al forno, quelle con la crosticina croccante e poi questi ceci da mangiare guardando un film scelto su Netflix dopo ore di disquisizioni.

Una mattina profumata di bucato appena steso e pane caldo.

Un pomeriggio accompagnato dal russare di Mia che, liberissimi di non crederci, è rilassante e rasserenante.

Una di quelle domeniche in cui ti senti fortunata perchè, ecco, ti accorgi di avere proprio tutto quello di cui hai bisogno in quel preciso momento.

Non serve molto, dopotutto, per essere felici...



COSA CI SERVE:
400 grammi circa di ceci lessati (vanno bene anche quelli in barattolo già cotti)
un cucchiaio di farina
un cucchiaino circa di paprika dolce affumicata
(se usate quella piccante mettetene meno!)
un cucchiaino di sale
un paio di cucchiai di olio extravergine d'oliva

La ricetta arriva da qui e lei è sempre una garanzia.

Bisogna preriscaldare il forno a 200 gradi.
Sciacquare i ceci se si usano quelli in scatola.
Asciugarli bene con carta da cucina.
Metterli in una ciotola e cospargerli bene con la farina, il sale e la paprika, mescolando con le mani per farli ricoprire uniformemente.
Mettere l'olio su una teglia da forno antiaderente e versare i ceci in un solo strato, muovendoli in modo da distribuire bene l'olio.
Lasciarli cuocere per circa 30 minuti, girandoli ogni tanto.

Sono una specie di droga, conviene prepararne parecchi...



COCCOLE D'AUTUNNO SU NORDLYS



Coccole.
Adoro questa parola che rievoca carezze, coperte morbide e biscotti.
Adoro anche il suono... ispira tenerezza.
Da sempre amo tutto quello che è confortante, che fa sentire bene.

Amo le coccole autunnali, quel maglione leggero ma caldo, la crema per le mani che profuma di miele, la doccia calda, il cappuccino bollente la mattina, la mia tisana preferita, i calzini morbidi, un quadratino di cioccolato fondente da sciogliere sotto la lingua, guardare la pioggia attraverso i vetri, il profumo di pane caldo ed erba bagnata...

Amo i profumi e non solo quelli da indossare...
Le candele profumate, le spezie, l'aroma zuccherino delle mele cotte sono per me coccole per l'anima.
In casa mia ci sono sempre candele accese che sprigionano profumo nell'aria...




Amo quelle creme che profumano di buono, di rose e di lavanda...
Per il numero autunnale di Nordlys mi sono divertita a trasformare casa mia in una piccola spa, preparando alcuni trattamenti hand made assolutamente meravigliosi!

Una maschera per il viso all'argilla verde (vabbè, tralasciamo il fatto che Mia, quando mi ha vista con la faccia ricoperta di fango verde, ha abbaiato fino a diventare rauca e che Giotto si è rifiutato di uscire da sotto il letto finchè non l'ho sciacquata via).



Uno scrub per labbra al miele talmente buono che qui qualcuno ha creduto che fosse la base per un crumble.



Uno scrub per il corpo al sale (questo non l'ha voluto assaggiare nessuno...).


Trovate ingredienti, preparazione e uso nell'ultimo numero di Nordlys:




COCCOLE D'AUTUNNO SECONDO GIOTTO



"Coccole? Adoro questa parola!
Come ha detto lei? Tisanine, cremine, quadratino di cioccolato?
Ma per piacere, siamo seri!
Coccole vere, mica corbezzoli!

Un biscottone gigante da rosicchiare (lontano da quella nera puzzosa che ingoia il suo biscotto alla velocità della luce e poi pretende di scofanarsi il mio.

Sonnellini nel lettone (più lettone per tutti! Eliminiamo la cuccia oppure che ci vada l'umana se proprio ci tiene!).

Niente passeggiate oppure solo in caso di vere urgenze, mica i chilometri che vorrebbero fare l'umana e la nera puzzosa, che io ho le zampine corte e mi viene il fiatone e sono sicuro di avere qualche malattia che mi fa stare male quando mi stanco troppo... e nessuno mi capisce... e questi sono maltrattamenti... vero?

Tanti, tantissimi, anzi, un quantitativo industriale di assaggini di pollo e prosciutto che le crocchette mi fanno schifo e darei un pezzo della mia coda per un panino al prosciutto o un hamburger (ah già, io mica ce l'ho la coda... ma questa è un'altra storia...).

Pizza, una pizza solo per me, grande come un tappeto e piena di mozzarella e salsiccia, che non è vero che la pizza mi fà venire il mal di pancia... sono coincidenze ecco... 

Il permesso di abbaiare quanto e a chi voglio, senza sentirmi dire "Giotto zitto" "Giotto smettila" "Giotto biiiip... biiip..." (c'è la censura, nun me fate parlà)

Belle le coccole che vorrei vero? Molto più interessanti di quelle dell'umana vero? Che poi, sono per tutte le stagioni, autunno, inverno, primavera, estate... che mi frega a me?

(il vostro Giotto)